“El Clasico Marathon” – Parco del Ticino / Ansa di Castelnovate

La prima uscita ufficiale Bikelanders conta 2 partecipanti: il sottoscritto e il Mecatronico Ali.

Ci mettiamo alla prova sul nostro percorso favorito, la nostra Liegi – Bastogne – Liegi, il nostro Giro delle Fiandre.. cominciamo da “El Clasico”.
Tuttavia, poiché i rigori dell’inverno ci hanno finora impedito di uscir, siamo parecchio indietro con l’allenamento. E’ necessaria una spinta in più per rientrare in forma, in vista della prova costume.
Aggiungiamo quindi a “El Clasico” un percorso MTB all’interno del Parco del Ticino: sulla carta facile, nella realtà presenta diverse insidie di cui andiamo a raccontarvi.

Partenza alle ore 14:00, per impegni mattutini, e via veloci lungo la ciclabile del Villoresi. Una trentina di chilometri circa per arrivare a Tornavento, dove attiviamo il GPS. La traccia non è molto chiara, e proprio all’inizio sbagliamo direzione, guadagnando una salita lunga e non prevista.

    

Raggiunta la “cresta”, sulla sponda lombarda del Ticino, imbocchiamo il sentiero, che subito ci appassiona, ma che termina con una ripida e accidentata salita che proviamo a percorrere in sella, ma proprio non c’è verso.

      

Una larga strada sterrata ci porta quindi sul ciglio del terrazzo fluviale di Tornavento, dove si trova il bel centro museale del Parco Ex Dogana Austroungarica, molto frequentato in questa giornata di sole.

Il tracciato ci porta quindi ad addentrarci nella brughiera, che, complice una leggera foschia, offre un paesaggio un po’ spettrale che mai pensavamo di poter trovare così vicino a casa.

      

       

In breve ritroviamo il fiume, nei pressi della Centrale Idroettrica di Vizzola Ticino. Da qui, una serie di tornanti ci porta su fino a Castelnovate. La salita è buona solo per far gamba, perché una successiva discesa su strada ci riporta subito a livello del fiume, sulla ciclabile.

          

Imbocchiamo quindi l’anello MTB dell’Ansa di Castelnovate, dove la naturale evoluzione del fiume ha creato una caratteristica forma ad “S”, nella quale per un tratto le acque scorrono, da sud a nord, in direzione opposta a quella solita. Le acque sono circondate da una vegetazione ricca e varia.

      

Il primo tratto è un bel single track immerso nella vegetazione, durante il quale i boschi riecheggiano delle nostre imprecazioni. Il sentiero è infatti invaso dai rovi.

     

Affrontiamo una breve ma spaventosa discesa, ai limiti del pedalabile, oltretutto bloccata sul più bello da un tronco d’albero caduto, per raggiungere il sentiero a bordo del fiume.

        
Ci passo, non ci passo, ci passo, non ci passo…. no, non ci passo… capocciata.

Da lì si prosegue veloci lungo il single track: ci stiamo divertendo un mondo e filiamo sul sentiero, che offre tanti cambi di direzione, con qualche curva al limite (con precipizio annesso), e alcuni tratti in discesa, anche tecnica, per testare la nostra capacità di guida.

     
Non sbagliare la curva!!!!


Qualcuno le discese le affronta con vigliaccheria…

Da qui in poi il nostro GPS va  in tilt e ci troviamo dispersi nel bosco senza alcuna guida. Proseguiamo seguendo il fiume, ma manchiamo la chiusura dell’anello e il percorso corretto. Allunghiamo 5 km sul percorso prestabilito.

Il sentiero, nella variante da noi percorsa, è spesso interrotto da tronchi caduti, rovi e tratti non pedalabili, che ci obbligano a smontare spesso dalla bici. Ci stiamo ancora divertendo, ma cominciamo ad accusare la fatica.

      

Il Ticino, tuttavia, con la luce soffusa del calar del giorno, regala scorci e atmosfera indimenticabili.

Finalmente, dopo aver valicato bici in spalla alcuni ponti, raggiungiamo la ciclabile del Naviglio, che ci permetterà di tornare al campo base (Tornavento), dove troveremo il ludico (ma lavativo) Roberto ad attenderci per l’aperitivo.

       

Dopo panino e birra (e ancora birra), rientriamo faticosamente, arrancando sulla ciclabile del Villoresi e su strade statali trafficate. Sta facendo buio, ma siamo decisamente soddisfatti di questa prima uscita ufficiale.

“Buono il panino?”

“Quale panino???”

Abbiamo percorso circa 85 km (dati più precisi non sono disponibili causa morte, probabilmente definitiva, del GPS).

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