Anello del Ticino: Abbiategrasso – Morimondo – Bereguardo – Vigevano

 

Oggi i vostri Bikelanders si cimentano con un nuovo percorso, che si snoda tra le due sponde del fiume Ticino tra Abbiategrasso e Bereguardo.


Parcheggiato l’auto nei pressi dell’Esselunga di Abbiategrasso, facciamo pochi metri prima di sostare al primo bar per un caffé.

Appena partiti, imbocchiamo la ciclabile che corre lungo il Naviglio di Bereguardo.

Proseguiamo in direzione sud sulla ciclabile, che scorre veloce e senza intoppi. La gamba c’è, e affrontiamo questo tratto con un passo invidiabile (teniamo una media di 27 km/h senza neanche il fiatone). La strada offre paesaggi campestri e risaie, e non presenta difficoltà di sorta.

La lasciamo, dopo una decina di chilometri, per entrare in Morimondo, famosa per la sua Abbazia cistercense. Trovate ulteriori informazioni sull’Abbazia a questo link:
www.abbaziamorimondo.it

     

La piazza è altrettanto degna di una sosta. Nonostante siano solo le 10:30, ci lasciamo tentare da una birretta presso la Trattoria San Bernardo (http://www.trattoriasanbernardo.it).
La birra è molto buona e l’accoglienza cordiale, tanto che siamo costretti dopo pochi chilometri a ritornare, anche se solo per recuperare lo zaino di Robi!

Dopo un breve tratto di provinciale, che percorriamo a folli velocità, ci ricongiungiamo alla ciclabile del Naviglio, che, in breve tempo, ci conduce a Bereguardo.
Complice un bel fondo asfaltato, la scarsa frequentazione e una imprevedibile forma fisica ottimale del gruppo, procediamo davvero spediti e il contachilometri gira rapido, totalizzando 25 chilometri nella prima ora e venti minuti (pausa birra compresa!!).

Giunti a Bereguardo prendiamo una strada poco trafficata che ci porta al famoso Ponte delle Barche: costruito nell’Ottocento, doveva essere un’opera provvisoria, ma resiste ancora oggi (con i dovuti ammodernamenti).
Superato il ponte, costruito su chiatte galleggianti e con assi in legno, prendiamo il sentiero che costeggia il Ticino dalla sponda opposta.
       

Il fondo è inizialmente sterrato battuto e a tratti si restringe, circondato dalla vegetazione, in un single track avvincente.
Il percorso si snoda principalmente in mezzo al bosco, con alcuni punti in cui si aprono bellissimi panorami sul fiume.

Diamo 2 consigli:

1) La vegetazione invade spesso il sentiero, per cui attenzione a rovi, rami, frasche, che potrebbero ferirvi. Se non fa particolarmente caldo, meglio utilizzare abbigliamento lungo.

2) Attenzione ai ciclisti che arrivano in senso opposto: sono tutti lanciati almeno quanto te e il sentiero è stretto e con curve cieche!

La seconda parte del percorso E1 è su strade bianche, anche se il fondo è sconnesso e decisamente poco gradevole.       

Anche oggi l’inconveniente colpisce il nostro navigatore, che si ritrova, in mezzo al nulla, con una strana escrescenza sul copertone posteriore. Sembra che la gomma abbia ceduto in seguito all’urto con qualcosa.
Il nostro Robi, da buon informatico, suggerisce la tecnica “spegni e riaccendi”. Sgonfiamo e rigonfiamo la gomma, ma la soluzione è solo temporanea e Alex (cioè io, perdiana..) sarà affetto da questo problema e dal conseguente sconforto fino alla fine del tratto sterrato.


Arrivati a Vigevano, non possiamo esimerci da una breve tappa nella rinascimentale Piazza Ducale, non a torto definita una delle più belle piazze d’Italia. Fu voluta da Ludovico il Moro, signore di Milano, come anticamera d’ingresso all’imponente Castello visconteo-sforzesco.
Piazza Ducale è uno dei primi modelli di piazza rinascimentale eseguiti sul modello del “forum” romano, nonché uno dei migliori esempi di architettura lombarda del XV secolo. Si presenta come un rettangolo allungato di 134 metri di lunghezza e 48 di larghezza, edificato su tre lati (il quarto è occupato dalla Chiesa).

     

Dopo esserci debitamente ristorati con piadina, birretta, dolce, birretta e caffé in un tranquillo bar poco fuori dalla piazza, troviamo una ciclofficina (http://www.cicliarrigonipv.com), che opera una sostituzione di fortuna del copertone e ci permette di proseguire nel nostro viaggio.

Rientrati sul percorso, un nuovo tratto sterrato ci porta a imboccare la provinciale 94 e ad attraversare il ponte sul Ticino.
Il tratto è molto trafficato e decisamente poco interessante: per questo motivo lo percorriamo rapidamente (media 30 km/h), anche perché nel frattempo il tempo sta peggiorando e temiamo di prendere anche la pioggia.

Attraversiamo i comuni di Soria Vecchia e di Ozzero su strade secondarie e giungiamo al parcheggio. Abbiamo appena il tempo di caricare le bici, cambiarci e salire in auto che arriva un breve acquazzone.

Il giro ad anello è molto divertente, specialmente il tratto di sterrato (nonostante sia quasi tutto in piccola ma costante pendenza positiva). Più bucolico e tradizionale il tratto che costeggia il Naviglio di Bereguardo, di cui apprezziamo però la qualità del manto stradale.

Sul percorso tanti luoghi interessanti da visitare, dal punto di vista architettonico, storico, paesaggistico e eno-gastronomico.

Il contachilometri totalizza alla fine dei giochi circa 65 km. I dati di percorrenza sono falsati dalle numerose e lunghe soste (obbligate e non).

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