Scozia 2015 – episodio 1: Bikelanders – L’ultimo immorale (amaro)

No beer and no bike makes Alex a dull boy…

Ed è così, infatti! La stagione invernale non è ancora finita e le nostre bighe sono tristemente confinate in un lugubre e umido garage.
Il cielo dell’alto milanese è grigio e tetro e una fredda pioggerellina di novembre (anche se è Marzo) fa passare qualsiasi velleità ciclistica.

C’è da dire che questo clima ci ricorda qualcosa.. potrebbe essere infatti venuto il momento di scrivere il reportage della prima grandiosa avventura Bikelanders!!!

SCOZIA 2015

Da questo racconto il film candidato a ventordici premi Oscar (tra cui: “Miglior salita non protagonista” e “Miglior Coprimozzo”) del regista Luca Alivertberg, che a breve (forse) approderà anche sui vostri schermi.

Una caldissima giornata di fine Luglio vede i nostri eroi dirigersi verso l’aeroporto di Milano Malpensa, con tre enormi scatoloni. Sono le nostre biciclette, opportunamente smontate e imballate per essere caricate sull’aereo.

Destinazione: EDIMBURGO, per affrontare la traversata Sud-Nord della Scozia. Ma andiamo con ordine…

DAY 1:  EDINBURGH (21 km)

Atterriamo nel primo pomeriggio e recuperiamo i nostri scatoloni. La giornata è piacevole, c’è il sole e ci accingiamo al montaggio delle bici appena fuori dal terminal. I passanti ci rispettano moltissimo e qualcuno ci regala bibite fresche e acqua (poveretti, pensano che faccia caldo…).

      

L’operazione è abbastanza veloce e indolore; durante questa prima tappa provvederemo anche al fine-tuning delle bici.

Partiamo subito con grande entusiasmo su una strada un poco trafficata, per uscire dall’aeroporto.
La pedalata è molto piacevole, chissà perché tutti si lamentano della difficoltà di guidare nel Regno Unito e aaaahrghh… (ricordatevi che anche in bicicletta bisogna tenere la sinistra, a meno che non si voglia rischiare un frontale alla prima curva).

Superati i primi inconvenienti culturali raggiungiamo il percorso ciclabile che unisce la periferia al cuore pulsante della città di Edimburgo. La pista si snoda lungo un fiumiciattolo e ricorda le nostre migliori ciclabili. In pochissimo tempo siamo in centro.

     

Edimburgo è una città bellissima e romantica; riusciremo a visitarla solo in parte, preferendo vivere al massimo l’atmosfera fiabesca della sua Old Town e del famoso castello. I suoi scorci, soprattutto in notturna, sono incredibili.

Una volta parcheggiate le bici e sistemati nell’ostello, ci dedichiamo alla scoperta della “fauna” locale e del prodotto tipico: la birra! Degno di nota è il piccolo pub Royal Oak, dove ogni sera si esibiscono artisti locali in improvvisate performance.

Tiriamo a sorte tra la ragionevole scelta di andare a letto presto e la voglia di vivere una vera notte scozzese … la moneta, opportunamente truccata, fa il suo!

FUN FACT: la performance di tre ragazzi italiani che cantano “Azzurro” al karaoke bar è ormai parte delle leggende e del folklore locale.

 

DAY 2: EDINBURGH – PERTH (89,4 Km)

Ci svegliamo di buon’ora, nonostante i bagordi della serata precedente. La mattinata è uggiosa, c’è una pioggia leggera, ma non ci perdiamo d’animo.
L’uscita dalla città si rivela piuttosto semplice e la pista è ben segnalata. Si procede lungo un divertente saliscendi in mezzo ai parchi che circondano Edimburgo, fino ad arrivare al ponte che oltrepassa il Firth of Forth.

        

Attraversiamo velocemente il ponte, che offre una vista magnifica sulla baia, ma arriviamo dall’altra parte in balia di un fortissimo acquazzone che ci costringe a fermarci sotto un ponte. In pochi minuti siamo fradici e la temperatura è calata di qualche grado.
Certo, poteva andare peggio.. potevano iniziare le salite..

Arrivare a Dunfermline (dumfer…danfer…denver… non è facile chiedere indicazioni..) è una bella impresa, perché la cittadina è tutta (e davvero tutta) in salita. Ma ne vale davvero la pena, soprattutto considerando che ci accoglie un bel sole caldo, che, in compagnia di una birra fresca e di un panino grassissimo, svolta la giornata.

         

La città è l’antica capitale scozzese e nella Abbazia di Dunfermline sono tumulate le spoglie di Robert Bruce, il più famoso re della Scozia, nonché uno dei suoi più grandi e rispettati guerrieri.

FUN FACT: Ian Anderson dei Jethro Tull è di Dunfermline.

Ristorati e asciugati, ripartiamo, ma per uscire dal paese dobbiamo percorrere l’ennesima lunga salita. Da qui in poi il percorso prosegue su una strada pochissimo trafficata che si snoda attraverso le verdi colline scozzesi, in un saliscendi che mette a dura prova il nostro fisico scarsamente allenato. Veniamo inoltre annaffiati di tanto in tanto da qualche nuvola di passaggio.

         
In balia della fatica e della pioggia, raggiungiamo la seconda tappa intermedia, la cittadina di Kinross.

Ripartiamo dopo una breve pausa in paese per recuperare le forze. Giungiamo a Perth nel tardo pomeriggio, discretamente stremati e fradici. Per fortuna spunta un bel sole che ci permetti di asciugare i vestiti. Dopo la birra di rito, la ricerca dell’alloggio è molto dura e ci costringe a superare un po’ il budget prefissato, per dormire in un elegantissimo appartamento.

      

Siamo provati e ci rendiamo conto che abbiamo sottovalutato il percorso, un continuo alternarsi di salite e discese, e soprattutto il clima. Fa più freddo del previsto e le piogge frequenti non aiutano.

Anche Perth è stata capitale della Scozia fino al 1452, quando venne surclassata dalla bella e grande Edimburgo, senza perdere per questo l’aria elegante e ricca di ricordi che conserva tuttora.

E’ stata di ispirazione a molti scrittori, come per esempio Sir Walter Scott, e oggi la città continua a trasmettere un fascino unico, a comunicare la ricchezza dei personaggi che l’hanno attraversata e delle vicende che l’hanno costruita, ad accogliere i visitatori con l’ambiente genuino di un luogo che non dimentica le tradizioni e la storia.

 

DAY 3: PERTH – PITLOCHRY (48 km)

E’ la tappa più breve della nostra avventura: il percorso sfrutta belle strade asfaltate e non trafficate, trascinandoci incantati nella pace agreste delle colline e dei campi coltivati; nel mistero delle fitte foreste di pini, dove si sente sempre, in lontananza, un fiume che scorre selvaggio nel suo argine.

      

In una giornata fresca e, a sprazzi, assolata, continuiamo il nostro viaggio e raggiungiamo in breve il ridente borgo di Dunkeld, fondato da un personaggio mitico, Caustantin di Fergus, antico re dei Pitti.

      

FUN FACT: la città è situata in una zona della Scozia resa famosa dalla grandezza degli alberi che vi si trovano. La campagna che si trova attorno alla città è divenuta celebre dopo le parole di Shakespeare nella sua tragedia Macbeth. Anche altre grandi personalità del mondo della letteratura vi sono collegate: pensate che Tolkien, ne Il Signore degli Anelli, venne ispirato dalla tragedia di Shakespeare e ambientò la scena della distruzione di Isengard da parte degli Ent, nella foresta di Birnam (un piccolo paese vicino a Dunkeld).

Dopo aver approfondito la storia e le curiosità che circondano questo piccolo agglomerato di case costruite sugli argini del fiume Tay, riprendiamo il nostro pellegrinaggio, che ci offre subito un divertentissimo tratto di sterrato, che ancora mancava all’appello.

Raggiungiamo in breve, nonostante un paio di salite rigide come l’inverno siberiano, la nostra destinazione finale. Pitlochry è molto piccola ma molto pittoresca e deve la sua notorietà al fatto che la regina Vittoria lo abbia scelto come località di villeggiatura. Ci sono alberghi con 300 stanze, aperti tutto l’anno, alcuni di essi occupano antichi castelli o palazzi. Tutta la vita mondana di Pitlochry si svolge nella via principale…100 metri circa, con una ventina di negozi in tutto, ma molto carini e ben forniti per soddisfare tutte le necessità dei turisti desiderosi di spendere!

      

         

La vicina distilleria Blair Atholl è come la gara dei becchi: piccola ma “carattaristica”. E’ qui che inauguriamo la prima visita / degustazione di whiskey scozzese.

La notte si preannuncia lunga e tempestosa. Letteralmente.. Decidiamo di piantare la tenda in un campeggio; la piazzola ha un prato che sembra un campo da golf. Montiamo la tenda sotto la pioggia, ci cambiamo sotto la pioggia, beviamo sotto la pioggia.. insomma un tempo da lupi.

       

Dentro la tenda il clima è invece sub-tropicale e siamo costretti a stordire i sensi (in particolare l’olfatto) con del buon whisky locale.

 

DAY 4: PITLOCHRY – NEWTONMORE (67,4 Km)

Inizia una delle tappe sicuramente più impegnative: il tratto è in salita fino a oltre metà del percorso, e soprattutto attraversa il cuore dei Grampiani (Caingorms), senza incontrare anima viva per chilometri.

La mattinata ci si presenta con una temperatura singolare, nel senso che non raggiunge la doppia cifra (8° al 1° di Agosto), e con una pioggia costante e fastidiosa. Il tutto condito da un bel vento contrario, per non farsi mancare nulla.

          

Lungo il percorso, da non perdere la visita al Blair Castle e ai suoi giardini.

La pista 1 ci porta presto fuori dal centro abitato. E’ qui che troviamo finalmente la Scozia che avevamo sognato e desiderato: l’altopiano dei Grampiani è perfetto nella sua estetica più selvaggia.

Chilometri di praterie e colline spazzate dal vento, senza nessun segno di presenza umana al di fuori della strada che le attraversa.
Siamo pronti ad affrontare la nostra avventura!

          

Peccato che l’avventura ci è venuta incontro e ci ha trovato mancanti.. una serie di circostanze ci è avversa: scarsa preparazione atletica, temperatura molto più bassa del previsto, vento forte e contrario, pioggia gelida, sterrato, salita continua e, soprattutto, mancanza di cibo.

Come nei migliori film, i nostri eroi sono alle prese con un momento difficile, che si risolve solo quando in lontananza compare, illuminato da una luce provvidenziale, il deus ex machina, la distilleria Dalwhinnie.

          

Dopo esserci rifocillati, asciugati ed aver assaggiato i migliori whiskey della casa, abbiamo ripreso la strada con una marcia in più, percorrendo gli ultimi chilometri in poco tempo e senza più patire le avversità. A pancia piena abbiamo avuto modo di godere appieno del meraviglioso paesaggio circostante.

All’arrivo nel paesino di Newtonmore, centro geografico della Scozia, troviamo un ostello dotato di “drying room”, provvidenziale per scrollarci di dosso un po’ di umidità. Il proprietario, anche lui appassionato ciclista e con una “misteriosa” carriera professionistica alle spalle, ci accoglie con calore e interesse (dice di non aver mai incontrato degli italiani da quelle parti) e ci offre anche assistenza tecnica nella manutenzione dei nostri mezzi.
Sfruttiamo la cucina dell’ostello per prepararci un piatto di pasta e andiamo a letto presto, per prepararci alla tappa successiva.

 

DAY 5: NEWTONMORE – INVERNESS (86,5 Km)

La strada per Inverness è tutta asfaltata e attraversa diversi paesi che offrono il conforto di una tazza di caffé bollente e qualcosa da mettere sotto i denti. Piove ancora, ma abbiamo la sensazione che il clima stia migliorando (?).

    

Superata la cittadina di Carr Bridge, una lunga e impegnativa salita ci porta fino allo Slochd Summit, uno dei passi montani più alti della Scozia, con un’altezza (per noi “alpini” decisamente risibile) di 1,300 piedi circa (405 m).

     

Una lunga e rilassante discesa termina la sua corsa nei pressi della distilleria Tomatin, che ci apre le porte per una breve degustazione.

L’ambiente montano degli altopiani si va via via diradando per lasciare spazio a una campagna più dolce, mentre scendiamo verso il mare.
Qui la segnaletica del percorso non è molto chiara e purtroppo la traccia GPS non è corretta… in poche parole, ci perdiamo.

La nostra deviazione aggiunge qualche decina di chilometri a una tappa già lunga, ma permette di inoltrarci nella pittoresca regione agricola dell’Inverness-shire.
Robi in particolare non gradisce la deviazione turistica. Sono le due passate e ancora non ha mangiato. Alcuni contadini, sotto minaccia di essere divorati dal famelico, ci forniscono le giuste indicazioni per ri-orentarci verso la nostra meta.

Arrivo in discesa e finalmente un gustoso pranzo a base di hamburger e birra. In ostello siamo tutti in camere separate, ma la possibilità di mischiarci con altri viaggiatori è ben accolta da tutti.


Capitale naturale della mitica regione delle Highland, Inverness è una ridente cittadina posizionata sulla foce del fiume Ness, il quale più ad ovest dà origine all’omonimo lago. La serata è dedicata ad esplorarne la vivace vita notturna: impossibile farsi mancare una birra all’Hootananny, che suona tutte le sere musica tradizionale.

 

… la storia continua…

 

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