El Clasico – Gita a Tornavento

E’ la nostra gita per eccellenza; è la nostra preferita; è “El Clasico”

E’ sabato mattina e noi Bikelanders ci svegliamo presto, pronti ad affrontare il nostro giretto preferito come se fosse la mattina di Natale, ma con meno freddo.
Temperature primaverili, un bel sole nel cielo, ritrovo al Marilyn’s come ai vecchi tempi … ma l’inconveniente è dietro l’angolo:

Durante l’operazione di aggiustamento della pressione degli pneumatici del navi, esplode la pompa; l’unica pompa disponibile. I partecipanti sono quindi costretti a riunirsi a casa di Alex per aiutarlo nell’operazione.

Il gruppo, composto da Ali, Alex, Tave e lo special guest Ago, parte quindi da Legnano, zona ospedale. E’ proprio l’ospedale che costeggiamo nel tratto iniziale, percorrendo un sentiero che attraversa la campagna legnanese e che ci porta a Villa Cortese.

Proseguiamo su tratto misto strada e ciclabile che attraversa il “vivacissimo” centro di Busto Garolfo. Da li’ il percorso è decisamente poco interessante, poiché si sviluppa principalmente lungo lo stradone principale che collega Busto a Inveruno e Cuggiono.
Decisamente poca poesia fino a Cuggiono, dove facciamo una breve sosta davanti alla splendida Villa Annoni.

I maestosi esemplari di pavone nel loro habitat

Consigliamo di visitare il parco della villa, abitato da enormi esemplari di pavone, ma quel giorno tragicamente chiuso.

 

 

 

 

 

Si prosegue verso il Ticino su strade meno trafficate e, superato il ponte del Naviglio, possiamo immergerci nella placida campagna tra Castelletto di Cuggiono e Turbigo.

Il nostro reporter ci offre anche un  meraviglioso videodocumento…

Pedaliamo lungo il Naviglio fino a raggiungere Nosate, dove lasciamo la ciclabile lungo il fiume per prendere una ripida e faticosa salita (per fortuna l’unica) e ricongiungerci all’altra ciclabile, quella del Villoresi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di li, raggiungiamo in breve Tornavento.  Questa gita ci piace sempre moltissimo, perché da Tornavento si gode di una bellissima vista sul parco del Ticino, la piazzetta è molto carina e ci ricorda quando, più giovani, ci si andava a “limonare con le tipe”. Inoltre offre un bar in posizione strategica e dotato di una scelta di birre di tutto rispetto.

Mentre ci godiamo la dovuta birretta, vi raccontiamo due cose su Tornavento:

Tornavento è cresciuto intorno alle proprietà terriere dei nobili Parravicino, praticamente padroni dell’intero centro abitato, come testimonia la Villa Parravicino che oggi si apre sull’omonima piazza. Essi investirono molti fondi per la crescita del villaggio da punto di vista agricolo, industriale e sociale del paese. L’ingegner Ippolito Parravicino fu anche sindaco di Lonate Pozzolo dal 1875 al 1877.

Il territorio di Tornavento comprende una parte della valle del Ticino, che rappresenta un vero e proprio museo all’aperto di tecnologia idraulica realizzata in epoche differenti. La piazza Parravicino, su cui si apre la parrocchiale di Sant’Eugenio, è stata ristrutturata nel 1997 e vi è stato edificato un belvedere, dal quale è possibile vedere gli innumerevoli corsi d’acqua che rigano il territorio: i canali Villoresi e Industriale, la Gora Molinara, il ponte in ferro sul Ticino, l’inizio del Naviglio Grande con la Casa della Camera, la paladella in granito che divide l’acqua del fiume in due parti: a sinistra l’imbocco del canale, a destra la “Bocca di Pavia” per la quale si proseguiva la navigazione sul fiume. Da lì è visibile anche la Cascina Castellana, dalla quale nell’Ottocento partiva una barca-corriera per il trasporto di persone fino a Milano Porta Ticinese.

Lungo la scarpata che da piazza Parravicino porta al fiume Ticino era stata edificata nell’Ottocento l’ingegnosa Ferrovia delle Barche ideata da Carlo Cattaneo per sollevare le stesse dal Naviglio al pianalto e da lì trasportarle su vagoni trainati da cavalli per 17 chilometri sino a Sesto Calende, con notevole risparmio di tempi e di fatiche rispetto ai modi prima in uso per risalire il Ticino. Cessò la sua attività nel 1865, in conseguenza della costruzione della ferrovia Milano-Arona.

FUN FACT: il nome “Tornavento” non c’entra nulla con l’arietta che tira, ma deriva dal latino Turris Naventium. In passato vi era infatti una struttura fortificata che fungeva da torre segnaletica per i naviganti (da qui il latinismo), che si apprestavano a raggiungere un tratto di fiume pericoloso.

Inutile dire che questa curiosità è stata l’asso nella manica del nostro Alex per far innamorare migliaia e migliaia di giovani donne (non è un caso che a scrivere sia proprio io..).

La via del ritorno costeggia il Villoresi e ci riporta velocemente a casa. Il gruppo si divide, con Alex e Ago che filano a casa a una media di 23-26 km orari per far fronte agli impegni pressanti del pomeriggio, e Tave e Ali che invece si godono di più il giretto.

In generale una buona uscita, nella sua semplicità;  abbiamo tenuto un buon passo e in due ore e mezza circa abbiamo percorso più o meno 55 km.

 

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