Eroica – Saga di un viaggio in bici nelle terre di Siena

Cantami o Diva, dell’Alide e Alexide,
l’idea funesta, che infiniti addusse,
chilometri e sghei, e anzi tempo al crampo
con dolore portò gambe d’eroi…

Mentre Omero si rivolta nella tomba, altrettanto faccio io, rotolando dal letto di una stanza d’hotel in una calda mattina d’Agosto, cercando di spegnere una sveglia che suona l’ora illegale: 6:30.

Siamo al Vittoria Design Hotel, un bell’albergo proprio fuori dalle mura storiche della città di Siena. Nell’aria fervono i preparativi per il Palio, che si sarebbe corso di lì a pochi giorni.

Ma noi abbiamo ben altri cavalli da sellare.

   

Abbiamo raggiunto la splendida città toscana la sera precedente, dopo il recupero del Bikelanders Ali, emigrato sui colli bolognesi pur di sfuggire alle nostre gite, e abbiamo passato la serata a visitare la meravigliosa Piazza del Campo (già pronta per la corsa) e ad assaggiare le specialità locali.
Ci intratteniamo a lungo in città, consumando una birretta dopo l’altra, lasciandoci cullare dal mendace ottimismo verso i prossimi giorni.

Poiché fatti non fummo per viver come normali vacanzieri, beatamente distesi al sole sorseggiando un Moscow Mule in riva al mare, abbiamo deciso di intraprendere un breve viaggio, in sella alle nostre biciclette, lungo le mitiche strade bianche de L’Eroica.

L’Eroica, come manifestazione ciclistica, nasce nel 1977, da un’idea di Giancarlo Brocci, con lo scopo di rivivere le radici autentiche di uno sport straordinario, con una grande anima popolare; ripercorrere il ciclismo eroico di Bartali e Coppi, del sacrificio e del rispetto; far riscoprire “la bellezza della fatica ed il gusto dell’impresa”.

Oggi l’Eroica è un esempio di valorizzazione del patrimonio ambientale, di stile di vita sostenibile, di ciclismo pulito che, guardando al passato, suggerisce il futuro. Per questo sempre più attenzione e visibilità vengono offerti alle aziende che si impegnano particolarmente nello sviluppo della sostenibilità ambientale.

Il successo internazionale è travolgente; lo testimoniano gli oltre 7000 iscritti a numero chiuso in arrivo da tutto il mondo e le 15000 persone, circa, che la prima domenica di ottobre rendono Gaiole in Chianti ancora più bella del solito.

Dal sito: www.eroica.cc

Oltre alla gara esiste un percorso permanente identico al tracciato di gara, sempre ben segnalato, che è possibile percorrere ogni giorno dell’anno, alla velocità che più si preferisce.
Il percorso consiste in 209 Km attraverso 5 zone che contraddistinguono la campagna senese, con un dislivello positivo totale di 3.891 metri.

Ed è  proprio questo viaggio, o Musa, che andiamo a raccontare:

 

Capitolo 1:         Brunello Violento

Siena – Montalcino                         (zona 2 – Siena e Val D’Arbia / zona 3 – Montalcino)
56 Km

La giornata è splendida e l’hangover è sostenibile, pertanto partiamo di buon mattino (ore 7:15 circa). Parcheggiamo l’auto nei pressi dell’Hotel; i preparativi durano più del previsto, facciamo in tempo anche a fare una rapida colazione prima di partire, ma ormai sono le 8:00.

Poco male, la tappa è corta..

Appena raggiunta località Siena Due Ponti troviamo un cartello che indica la direzione per l’Eroica: in salita.
Niente di impossibile, per carità, ma abbiamo già quella sensazione di aver sbagliato qualcosa.. Come partecipare con entusiasmo a una battuta di caccia per poi rendersi conto di essere la lepre..

       

La pedalata è però piacevole, e si attraversano le dolci colline senesi con leggeri saliscendi, sovrapponendosi in alcuni tratti con la Via Francigena. Troviamo il primo tratto di strada bianca, circa 12 km, con qualche salitina ripida.
Ma il paesaggio meraviglioso ci fa viaggiare come il vento, e in breve passiamo Radi e Vescovado di Murlo, senza fermarci.

      

Raggiunto Bibbiano, iniziamo la degustazione del Montalcino: salita asfaltata al 15% che spezza in un attimo le nostre speranze di una tappa di riscaldamento. E purtroppo è solo l’inizio, perché il tratto da qui a Montalcino, sicuramente uno dei più difficili di tutto il percorso, è caratterizzato da una lunga e irregolare salita su sterrato con pendenze oltre il 15%.

Arrivati a Castiglion del Bosco, si prende un po’ fiato e si riesce a godere del panorama offerto dalle colline di produzione del famoso Brunello, ma poi via subito con altri strappi ripidissimi.

Arriviamo stremati ma soprattutto senza acqua. Non c’è infatti possibilità di rifornimento: ricordatevi di riempire le borracce a Murlo!

      

Riusciamo comunque a raggiungere, vivi, la bellissima Montalcino che ci accoglie con i suoi splendidi panorami, il suo vino e la sua ospitalità.

      

Il tempo di lavar via la terra e il sudore, e ci catapultiamo nell’atmosfera sognante di questo borgo piccolo ma dal cuore grande. Trascorriamo una bellissima serata, accompagnati dalla musica, dal Brunello e dalla sorprendente vitalità di una piccola piazza (complice la coinvolgente performance di un’eccezionale band locale).

       

Inutile dire che il piano di andare a letto presto fallisce miseramente e ci troviamo a notte fonda ad arrampicarci come ninja sui tetti, alla ricerca del miglior panorama sul paesino illuminato dalla luna e da pochi lampioni.

 

CAPITOLO 2:                      Tante Marie

Montalcino – Castelnuovo Berardenga                 (zona 4 – Val D’Orcia / zona 5 – Crete Senesi)
79 Km

La mattina ci coglie, impreparati, poche ore dopo. Alle 7 siamo in sella, ma c’è della confusione mentale e logistica.
La discesa da Montalcino aiuta a schiarire la mente, complici i suggestivi panorami, ancora avvolti da una leggera nebbiolina mattutina.

La parte iniziale del tragitto è molto piacevole e attraversa la Val d’Orcia con dei facili saliscendi. Raggiungiamo Lucignano d’Asso, mettendo a referto i primi 20 km, alle 9 circa.

      

Decidiamo di attendere l’apertura del negozietto locale per una buona colazione e per registrare il timbro sul nostro Road book.

       

Da Lucignano d’Asso si scende, per poi risalire lentamente fino a Pieve a Salti. Da lì si raggiunge in un attimo Buonconvento. Siamo a buon punto e ci concediamo una birretta (sono le 11 del mattino).

Ripartiamo in direzione Asciano, dove abbiamo programmato una pausa più lunga. Il percorso non presenta difficoltà particolari, fatta eccezione per l’eroico attraversamento del fiume. La strada infatti è interrotta, in località Ponte d’Arbia – paradossalmente -, dal crollo del ponte.

Qualcuno ha pertanto attrezzato il guado, installando una fune per aiutare a scalare il ripidissimo argine. Certamente d’aiuto per chi percorre il tragitto con una leggerissima bici da corsa; più complesso per noi, che, oltre alle nostre robuste mountain-bike ibride, portiamo appresso anche tutti i nostri bagagli (il sistema bici + borse arriva a pesare circa 30kg).

Usciamo dall’esperienza sporchi e decisamente provati fisicamente, ma ce ne accorgiamo solo mentre percorriamo l’ultimo significativo dislivello prima di raggiungere Asciano. Entriamo finalmente nella zona delle Crete Senesi, con i caratteristici calanchi e biancane, un paesaggio lunare costellato da isolati poderi.

    

Ad Asciano la stanchezza prevale sulla ragione, e ci fermiamo nel primo ristorante aperto… una pizzeria. La Pizza salsiccia e cipolle scelta da Ali si colloca nella classifica delle 10 peggiori scelte della storia dell’umanità. Facciamo una breve siesta, prima di affrontare quello che sarà il tratto più difficile di tutto il percorso.

      

La salita offre pendenze anche superiori al 20% su fondo stradale ghiaioso e a tratti difficilmente praticabile, con dei bei tornanti aerei dove è possibile rifiatare un poco. Si scende rapidamente i metri scalati con fatica, per poi arrampicarsi nuovamente al 18%. Siamo costretti in alcuni tratti a spingere, perché le nostre bici, cariche, arrancano sulla ghiaia e sprofondano in diversi punti, spezzando la pedalata e la voglia di vivere. Anche nei tratti a piedi, l’impresa è comunque titanica, perché fatichiamo a trascinare le bici fuori dall’infido ghiaino.

     

Riusciamo comunque a guadagnare la vetta del Monte Sante Marie (Madonne rigorosamente al plurale, per ovvie ragioni), da cui comincia un piacevole saliscendi nello splendido paesaggio senese fino a raggiungere Castelnuovo Berardenga, dove passeremo la notte.

CAPITOLO 3                        Amaro Brolio

Castelnuovo Berardenga – Siena                              (zona 1 – Chianti / zona 2 – Siena e Val D’Arbia)
75 km

La sveglia di buon mattino permette di godere della fresca brezza della campagna, mentre ci inoltriamo nel Chianti. Qui i paesaggi lunari delle crete lasciano spazio al verde e ai vigneti. Superato il bivio a Pianella, iniziamo la salita su strada bianca che lentamente ma dolcemente porta a Vagliagli, immersi nella quiete della natura circostante, che si palesa tramite un gruppo di daini che assiste placidamente al nostro tribolare.

     

Raggiungiamo molto rapidamente la “cima” di Vagliagli, per poi scendere e risalire a Radda in Chianti.
Il paesino è molto caratteristico, ma è ancora presto e i bar non sono attrezzati per soddisfare le nostre esigenze.

 

Decidiamo di proseguire verso Gaiole, fermandoci brevemente nel delizioso borghetto di Vertine, in cui entriamo fulminei dopo aver percorso senza frenare una vertiginosa discesa e aver mancato clamorosamente la successiva curva..

         

Raggiungiamo Gaiole in Chianti alle 12:30, giusto il tempo di visitare l’evocativa Bottega dell’Eroica, acquistare qualche memorabilia, e siamo pronti a mettere quei tronchi di legno che ci ostiniamo a chiamare gambe là dove appartengono. Sotto un tavolo.

             

          

Rifocillati a dovere, ci prepariamo ad affrontare l’ultima fatica di questa “eroica” impresa. La salita al Castello di Brolio si presenta in realtà meno arrabbiata di come è disegnata sul Road Book. La maggior parte si percorre con pendenze lievi su strada asfaltata, fino a diventare più impegnativa una volta superato il cancello di ingresso del castello.

Per premiarci, decidiamo di visitare l’imponente edificio, proprietà della famiglia Ricasoli, la quale, ereditatane la proprietà, decise nell’800 di ristrutturarlo secondo il gusto del revival gotico, utilizzando il mattone come materiale principale.
Dal giardino si gode di una magnifica vista sui vigneti sottostanti; in lontananza si scorgono le mura e le torri di Siena.

         

Ci sentiamo già arrivati, e cominciamo a percorrere la lunga discesa fino a Pianella con il vento in poppa e pregustando già l’arrivo, ignari però degli ultimi strappi (12% circa) che ci attendono lungo il percorso per rovinare l’appetito.

Superati anche questi ultimi ostacoli, ci aspetta la gloriosa discesa che ci porterà in località Due Ponti, dove abbiamo iniziato due giorni prima il percorso dell’Eroica.

       

 

Moltissimo il materiale filmato, si vocifera dell’uscita del film nel 2020mila, di cui possiamo anticipare solo la locandina:

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